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Il caso. Le nomine di Arera, il DL, i timori del mercato…

GUIDO BORTONI AUTORITA' PER L'ENERGIA

La nuova proroga per decreto solleva molti interrogativi di merito e sostanza

di S.D.C.

La decisione del Governo di procedere, al fotofinish, alla proroga per decreto legge del collegio dell’Autorità di Regolazione per Energia, Reti e Ambiente (Arera), al di là del vero e proprio ginepraio nel quale si era ormai cacciata la vicenda che reclamava una soluzione, solleva alcuni dubbi e qualche apprensione di troppo nei mercati di riferimento. Mercati che con l’incertezza convivono in grande difficoltà, anche alla luce di quotazioni borsistiche che, a loro volta, fanno riferimento a piani strategici e industriali di lungo respiro.

Tre le principali osservazioni che vengono in essere. La prima riguarda l’intervento stesso del Governo in materia di regolazione ovvero il ricorso al DL, normando di fatto materia assai delicata in forte odore di “terzietà”. La seconda attiene alla sorte dei provvedimenti che potranno essere approvati nel periodo di “prorogatio” qualora il DL da subito all’esame delle Commissioni Speciali di Camera e Senato (è pur nel novero delle possibilità, sebbene remote) non venisse convertito in legge entro i 60 giorni. Infine, la terza, attiene all’indeterminatezza della previsione circa la nascita del nuovo Collegio (“entro 90 giorni” da quella del nuovo esecutivo) nascita che, al momento, non si intravede affatto all’orizzonte.

Secondo molti, l’insieme di questi interrogativi fa si che il DL possa determinare crescenti problemi di operatività dell’Autorità. Proprio per questo, il regolatore si era rivolto al Consiglio di Stato per ricevere un parere sul “come” poter proseguire la propria attività, in assenza di altri interventi esterni, dopo la scadenza della prima “prorogatio”, l’11 aprile. Parere che sarebbe servito a respingere i ricorsi al Tar che sicuramente sarebbero stati presentati (ma, probabilmente, lo saranno anche ora) a fronte dell’ assunzione di delibere pregnanti su materie e in settori strategicamente delicati. Il Regolatore però si è peritato di interrogare il CDS soltanto all’ultimo istante, nello scorso fine settimana. E il CDS, lo sanno tutti, non risponde mai in tempi brevi specie su questioni che riguardano equilibri istituzionali e regolamentari.

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